LA VISTA È IL PRINCIPALE SENSO PER L’UOMO. INFATTI, NEL CORSO DELL’EVOLUZIONE L’ESSERE UMANO HA RINUNCIATO A GENI RELATIVI AD ALTRI SENSI PER MIGLIORARE LA SUA PERCEZIONE DEL MONDO ATTRAVERSO L’OCCHIO.

COLORI, FORME, SPAZIO, MOVIMENTO, INTENSITÀ DELLA LUCE SONO ASPETTI ESSENZIALI CHE CI PERMETTONO DI INTERAGIRE CON L’AMBIENTE CHE CI CIRCONDA.

LA VISTA È LO STRUMENTO COL QUALE ACQUISIAMO TALI INFORMAZIONI. MIGLIORANDO LA PROPRIA CAPACITÀ VISIVA, MIGLIORA LA QUALITÀ DELLA VITA E IL NOSTRO BENESSERE.

FUNZIONE VISIVA
La funzione visiva rappresenta l’insieme delle capacità percettive particolari quali: l’acutezza visiva, il campo visivo, la sensibilità al contrasto, la distinzione dei colori, la percezione al movimento, la resistenza all’abbagliamento, la capacità all’adattamento e altro. Tra queste, le due capacità principali consento di vivere autonomamente e di interagire liberamente con l’ambiente circostante in autonomia.

L’acutezza visiva è la capacità di distinguere nei minimi dettagli l’oggetto osservato. Rappresenta il grado di definizione dell’oggetto, in definitiva è la capacità di riconoscere due punti distinti e molto vicini tra loro. Essa dipende dal potere di risoluzione che caratterizza la macula e dalla salute dei neurotrasmettitori nell’area.

Il campo visivo è la capacità di percepire in modo indistinto lo spazio, cioè gli oggetti che compongono l’ambiente circostante e nel cui centro vi è l’elemento fissato. Il suo potenziale dipende dall’intera retina extramaculare.

Una persona sarà quindi caratterizzata da una visione centrale distinta che gli permetterà di mettere a fuoco nel dettaglio l’oggetto osservato e una visione periferica indistinta che consentirà di percepire il movimento e lo spazio.

COME SI CALCOLA L’ACUTEZZA VISIVA (VISUS)?
L’esame del visus avviene attraverso uno strumento definito Ottotipo da lontano. Questo sistema è costituito da una tavola dove sono riportate lettere e simboli con grandezza progressiva decrescente. La tavola deve essere posizionata di fronte al paziente ad una distanza minima di tre metri. Il visus considerato normale è di 10/10, con il sistema decimale 1.0 e si ottiene quando l’angolo minimo che si apprezza per distinguere due punti separati è appunto un primo. L’esame viene eseguito con visus naturale o corretto (correzione che avviene attraverso lenti).

QUANTO È IMPORTANTE MISURARE L’ACUTEZZA VISIVA?
L’occhio è un muscolo e l’uso prolungato senza un sistema correttivo che riduca gli effetti di eventuali difetti porta ad un eccessivo affaticamento e potenzialmente ad un peggioramento del visus. La lente non sempre porta ad ottenere un valore di 10/10 ma la scelta del giusto potere permette di raggiungere all’occhio il massimo valore di acutezza visiva. Inoltre si comprende appieno quali ametropie (ipermetropia, miopia, astigmatismo) e quali possibili patologie oculari (cataratta, maculopatie. ecc.) l’occhio è affetto.

COME SI MISURA L’AMPIEZZA DEL CAMPO VISIVO E PER QUALE MOTIVO?
Si misura l’ampiezza dello spazio che un paziente percepisce con la propria capacità visiva. L’esame avviene attraverso perimetria manuale o automatica, nell’ultimo caso, ritenuto più affidabile, si sfruttano sistemi computerizzati capaci di emettere appositi stimoli luminosi si valuta tale ampiezza. Tale esame è importante per determinare lo stato di un eventuale glaucoma o di altre patologie che interessano la retina, il nervo ottico o il cervello.

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L’affaticamento oculare è causa di stanchezza, spossatezza oppure potrebbe portare all’aggravamento di un disturbo visivo.

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